mercoledì 6 aprile 2011

Aldo Biscardi

Aldo Biscardi con Simona Saia
Aldo Biscardi con Simona Saia

Roma, 22 novembre - Aldo Biscardi compie 80 anni venerdì, ma ci deve essere un errore perchè in realtà se ne sente 31, quelli del suo 'Processo del lunedi', un format televisivo imitatissimo.

Fatto sta che tra 'sgub' (scoop) veri e falsi, i congiuntivi traballanti e vistose quanto improbabili tinture di capelli, il giornalista molisano è perfetta metafora di buona parte d'Italia dell'ultimo trentennio. "Il vero inventore del calcio parlato'' (autodefinizione) è anche creatore del moviolone (''me lo chiese perfino il Vaticano per l'attentato al Papa'') e di ''polemiche che fioccano come nespole''. Insomma, con le litigate a comando del suo Processo, Biscardi ha caratterizzato un'epoca del costume italiano trasformando l'analisi del campionato di calcio in cabaret.
Innumerevoli le sue frasi celebri: da quelle su ''dove Baggio giochera' l'anno scorso'' e su lui e i suoi collaboratori ''inabissati di email'', o inseguiti da ''uno stormo di piranhas levato in volo sul Rio de la Plata''.
Biscardi era giornalista della carta stampata e seguiva per 'Paese Sera', storica testata romana e grande scuola di cronisti, il mondiale del 1978 in Argentina. Era, allora, una prima firma vera: la sua carriera, dopo gli studi a Napoli, era cominciata da giovanissimo proprio in quel 'Paese Sera', ed era stata segnata positivamente dallo scoop realizzato rivelando che la Roma avrebbe ceduto i suoi pezzi griossi Capello, Spinosi e Fausto Landini alla Juventus: una operazione di mercato che fece scalpore e provocò manifestazioni di protesta nella Capitale.

Con Luciano Moggi che dettava la scaletta del Processo (''ma in pratica io lo prendevo in giro, promettendogli favori e poi mandando in onda esattamente il contrario'', puntualizzò Biscardi all'epoca di Calciopoli) e Gianni Brera che duettava con lui dando al pallone l'effetto di letteratura. Ci fu nei confronti di Biscardi anche un 'bando' decretato dalla Juventus: per anni, su ordine di Boniperti, nessun rappresentante del club bianconero partecipò alle sue trasmissioni dopo le polemiche scatenate al Processo per l'annullamento del gol di Turone nella sfida contro la Roma che assegnò lo scudetto del 1981. Polemiche, verità, menzogne, interventi su commissione: un calderone buono per tenere incollati al video milioni di italiani. Oggi l'ottuagenario giornalista molisano è rilegato su Italia 7, e fa registrare ancora buoni livelli di ascolto.
Qualsiasi sia la valutazione etica che si vuole dare al Biscardi degli studi tv, va detto che si e' riscattato con
sincerità nelle sedi dei processi veri, i tribunali. L'associazione italiana arbitri lo querelò per diffamazione, lui si difese (finendo assolto): ''Ma di cosa si offendono? - sostenne - lo sanno tutti che le cose che diciamo al Processo non sono credibili''. Applausi.

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